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Il celebre mazzo di Tarocchi conosciuto come ‘Visconti-Sforza’ è databile al XV° secolo ed è, a tutti gli effetti, il più antico modello completo dei Tarocchi che oggi impieghiamo in Cartomanzia. In realtà, si tratta di più mazzi simili nello stile, tra i quali i più importanti sono conservati in tre collezioni: il mazzo Cary-Yale, conservato nella Biblioteca Beinecke dell'Università di Yale, il mazzo Brera-Brambilla, conservato nella Pinacoteca di Brera e il mazzo Pierpont-Morgan, compreso nella collezione privata della famiglia Colleoni di Bergamo.
Nessuno di questi mazzi è completo, però, associandoli tra loro, riusciamo ad ottenere un mazzo di Tarocchi sufficientemente completo per l’uso divinatorio. Un particolare che mi colpisce è la presenza, tra le Lame comprese nell’intera raccolta, di raffigurazioni passate poi in disuso e scomparse nei mazzi successivi, in particolare, nei cosiddetti Tarocchi di Marsiglia. Infatti, nell’originale mazzo Visconti-Sforza, accanto ai Trionfi, abbiamo le tre Virtù teologali, Fede, Speranza e Carità, attestate unicamente negli esemplari di Yale, la collezione più importante, l’unica che ci ha preservato anche le Carte Numerali e le Carte di Corte.
Proprio tra queste ultime, accanto alle figure dei Re, Regine, Cavalieri e Fanti per ciascuno dei quattro semi Denari, Coppe, Bastoni e Spade, possiamo riconoscere le figure femminili corrispondenti ai Cavalieri e ai Fanti, appunto, le Cavallerizze e le Fantesche. Di queste, le quattro Fantesche sono al completo, mentre nella serie delle Cavallerizze manca la figura legata al Seme di Coppe.
La scomparsa di queste figure nei mazzi di Tarocchi più recenti avvenne in modo analogo a quanto possiamo vedere per le Carte Napoletane, dove confluiscono insieme le originarie figure delle Regine e dei Fanti.
In questa breve nota, allego le riproduzioni di queste Lame, che potrebbero essere fonte di ispirazione per la realizzazione grafica di nuovi mazzi di carte per divinazione.
Durante i miei consulti di Cartomanzia, generalmente attribuisco ai Fanti il valore di un inizio, di una iniziativa, di un incontro con una persona nuova o giovane, mentre ai Cavalieri, di regola attribuisco il valore di una situazione dinamica, in divenire, oppure di una notizia in arrivo. A questo punto, sarebbe interessante poter aggiungere, con nuovi valori, anche queste figure di donne che la tradizione non ha preservato nel tempo. Sono certo che i consulti acquisirebbero sfumature interessanti...
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